| Visite guidate

Foto della Visita alla Domus Tiberiana – Palatino – 29 Novembre 2025

In una mattinata dal freddo pungente e quella tipica aria tersa che rende impareggiabile il cielo di Roma, ci siamo dati appuntamento all’ingresso dell’area archeologica del Palatino.

Come da programma, lo spazio molto ampio del colle è stato limitato ad alcuni siti, che molte e molti di noi visitavano per la prima volta. Così, con la guida esperta di Emanuele Gallotta, abbiamo avuto modo di scoprire la domus Tiberiana, la casa di Ottaviano Augusto (indicare il primo imperatore con entrambi i nomi ci risparmia possibili equivoci ed errori storici… ) e quella di sua moglie Livia.

In questo colle, luogo fondativo della città, sono state ritrovate tracce di insediamenti risalenti all’età del ferro (II – I millennio a.C.) e poi di capanne di legno con coperture in paglia risalenti a quell’VIII secolo a.C. in cui, fra mito e storia, ma con l’avallo dell’archeologia, è nata la città. Una delle capanne è infatti attribuita a Romolo, ed è stata oggetto di visita in un precedente incontro.

Solo in età repubblicana però il colle assunse rilievo sociale: grazie alla sua vicinanza al Foro, la classe patrizia decise di edificare qui le sue domus, con la classica struttura con atrio, portico, cortile e ambienti a uso pubblico e privato.

La domus Tiberiana nasce proprio su alcune di queste case repubblicane ristrutturate, in un’ottica sia residenziale che di manifestazione del nuovo potere imperiale.

Si tratta di un articolato complesso polifunzionale con ambienti santuariali, uffici, biblioteche e magazzini dalla ragguardevole altezza di 35 metri su 6 livelli di arcate.

Una vicenda architettonica diluita e stratificata nel tempo: Caligola la ampliò, Nerone la inglobò nel suo visionario progetto della Domus aurea. Successive ristrutturazioni avvennero in età flavia e poi adrianea, finché a partire dal 1537, il “gran cardinale” Alessandro Farnese, la obliterò sotto i suoi Orti farnesiani che ancora oggi ci accolgono con lo splendore delle voliere, delle fontane e con la vista impareggiabile sul Foro.

Le indagini archeologiche e le conseguenti ricostruzioni digitalizzate della domus Tiberiana offrono la visione di un luogo di delizie, con fontane dagli elaborati giochi d’acqua, uccelliere, statue di diverse divinità come Pan, protagonista campestre del variegato ed osmotico pantheon romano. Nelle sette sale allestite come museo della domus si possono incontrare anche Serapide e altri echi di culti orientali, splendidi ornamenti architettonici, le ali di una statua della Vittoria che doveva essere posta all’ingresso del palazzo, lacerti di marmi pregiati nonché oggetti di uso comune.

Dal lato nord-occidentale del colle ci siamo poi spostati verso la zona che affaccia sul Circo Massimo per visitare la domus di Ottaviano Augusto, suo luogo di dimora ante e post principato. Un’installazione multimediale consente di apprezzarne la maestosità: un doppio peristilio con ambienti per la zona giorno e notte, collegati a un tempio consacrato ad Apollo, dio tutelare a cui Augusto si era votato nello scontro finale per il potere contro Antonio e Cleopatra. Seguendo la voce narrante del video abbiamo visitato la stanza dei festoni di pino, quella delle maschere, con gli affreschi in quarto stile e dai colori pressoché intatti, il cubicolo con elementi ornamentali e vegetali e derivanti dai culti isiaci.

La casa di Livia è oggi in parte in restauro e abbiamo potuto raggiungerla solo tornando sui nostri passi e attraversando il criptoportico neroniano. Una domus sontuosa, una sorta di dépendance privata dell’augusta consorte che, dopo l’ascesa di Augusto, viene di fatto inglobata in quello che si può definire un complesso santuariale augusteo. Celebri sono gli affreschi di secondo stile con candelabri e animali fantastici, meravigliosi ai nostri occhi ma non graditi a tutti i contemporanei: Vitruvio per esempio li riteneva troppo immaginifici.

Ecco, di tutto questo, e di molto di più Emanuele ci ha raccontato nel suo particolarissimo stile (che solo alcuni docenti veramente esperti hanno) che gli permette di comunicare concetti e storie complesse in un modo perfettamente comprensibile e coinvolgente.

(Visited 10 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Iscriviti alla newsletter!

Resta aggiornato e ricevi le nostre newletter d'arte, i video e tutte le informazioni sugli eventi in programma.