
Il Vittoriano, o Altare della Patria, venne edificato a partire dal 1885 per celebrare Vittorio Emanuele II e l’unità nazionale.
La sua costruzione comportò lo sventramento di un intero quartiere medievale e rinascimentale ai piedi del Campidoglio, cancellando secoli di stratificazione storica in nome di un progetto celebrativo.
Il monumento si presenta come un colossale esercizio di eclettismo classicheggiante, con colonnati, scalinate e statue bronzee che ne accentuano la retorica e la sproporzione. Giudicato da molti come un’opera dissonante, massiccio e sgraziato – tanto da essere soprannominato la “macchina da scrivere” – resta comunque un oggetto affascinante, che incuriosisce proprio per le sue contraddizioni: magniloquente e retorico, eppure capace di dominare lo spazio urbano e di incidere profondamente nell’immaginario collettivo.
La nostra visita intende dunque scoprire questo monumento ambiguo, non solo dall’esterno ma anche nei suoi spazi meno noti: dal Sommoportico alla Terrazza delle Quadrighe, fino all’esperienza dell’ascensore panoramico, che offre una vista spettacolare su Roma e sulla campagna romana.
- A cura di: Matteo Piccioni











