21/02/2026
10:00 am - 12:00 pm
S. Andrea della Valle, costruita a partire dal 1591, è una chiesa grande, ariosa, la cui cupola è la seconda per dimensioni dopo quella di S. Pietro. La fondarono i Teatini di S. Gaetano di Thiene, ordine nato nel 1524 che, assieme a quello dei Filippini e ai Gesuiti, fu pilastro portante dell’attività ecclesiastica nell’epoca delle Controriforma.
Come le case degli altri due ordini menzionati, è ricchissima di apparati decorativi “ad maiorem dei gloriam”, ed è stata una palestra del nascente gusto barocco che dilagherà per l’Urbe diventandone la cifra estetica: Lanfranco portò a Roma negli anni ‘20 del ‘600 le stupefacenti aperture celesti che Correggio aveva introdotto a Parma ma che a Roma erano inedite, e Domenichino, altro artista emiliano di grande perizia e di grande fama, decorò i pennacchi e il coro, non senza attriti con il collega.
Mattia Preti, successivamente, creò nell’abside il trittico con le storie del santo titolare, pitture schiarite rispetto al caravaggismo iniziale di questo pittore e che, sebbene eccelse, dovettero subire critiche per via del confronto con i predecessori e conseguenti, continui ritocchi: storia dell’arte come storia del gusto.
Oltre all’impressionante complesso decorativo dell’abside, innumerevoli sono le opere d’arte della chiesa, ma basterà ricordare la meravigliosa cappella dei Barberini, la prima a sinistra, con le sue sculture di Pietro Bernini e Francesco Mochi: è qui che si nasconde il bonapartista fuggiasco Angelotti nel primo atto della Tosca di Giacomo Puccini.
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- A cura di: Rossella Faraglia
- Quota: € 12,00
- Appuntamento: corso Vittorio Emanuele II (appuntamento in piazza Vidoni, fianco sinistro della chiesa)
- per informazioni e comunicazioni: 340 9047451 (Simone Oliverio)
- A cura di: Rossella Faraglia
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