| Visite guidate

Foto della Gita ad Alatri Medievale – 24 Ottobre 2026

La nuova tappa del nostro ciclo sui centri medievali del Lazio, ideato da Emanuele Gallotta che li studia da tempo, è stata Alatri, una delle cittadine più rinomate della Ciociaria.

Sorta in età romana e successivamente sviluppatasi come comune, Alatri sorge su una collina naturalmente fortificata che ne ha favorito per secoli la difesa e il controllo del territorio circostante.

Fin dalla Porta San Francesco, Emanuele ci ha fatto notare la testimonianza archeologica più caratteristica: le mura megalitiche poligonali. Realizzate con enormi blocchi perfettamente incastrati a secco, senza l’uso di malta, queste strutture vengono generalmente datate tra il IV e il II secolo a.C. e richiamano tecniche costruttive di antica tradizione mediterranea, presente già nel mondo miceneo. L’eccezionale stabilità ne ha favorito il riutilizzo nei secoli seguenti come possenti fondazioni per nuovi edifici.

Passeggiando nel centro storico si percepisce chiaramente la continuità tra l’eredità antica e quella medievale. Alatri ha infatti conservato gran parte del suo tessuto urbano, caratterizzato da vicoli, abitazioni e antiche botteghe artigiane, non sfigurati dagli interventi successivi. Osservando gli edifici si notano ad esempio i caratteristici archi di sbatacchio, elementi architettonici che svolgevano una funzione antisismica, contribuendo alla stabilità di costruzioni vicine tra loro.

Tra i monumenti più significativi abbiamo visitato la chiesa di San Francesco, edificata all’inizio del ‘300. L’edificio rappresenta ancora perfettamente l’architettura degli ordini mendicanti: una costruzione semplice e austera, che riflette l’ideale di povertà e umiltà predicato da San Francesco. La facciata a capanna conserva ancora tracce degli affreschi che in origine decoravano la parte inferiore, mentre il rosone è di notevole raffinatezza.

L’interno, rimaneggiato in epoca barocca, presenta un’unica navata, soluzione tipica che favoriva la predicazione (in volgare) e la partecipazione dei fedeli. La chiesa custodisce una preziosa reliquia: il mantello che, secondo la tradizione, San Francesco avrebbe donato durante il suo passaggio ad Alatri nel 1222. Sono inoltre conservati lacerti di affreschi quattrocenteschi e, negli ambienti dell’antico convento, sono emersi interessanti esempi di decorazione medievale a finto tendaggio. In uno dei locali, inoltre, di straordinario interesse è l’affresco del Cristo nel Labirinto, un’opera rara nel suo genere, unica in Italia: un percorso formato da dodici cerchi concentrici che simboleggia il cammino dell’uomo verso la salvezza e la redenzione, in cui l’inizio e la fine coincidono.

Un’altra importante testimonianza della storia cittadina è il Palazzo del cardinale Gottifredo, oggi in parte sede del museo civico. Il cardinale fu una figura politica di primo piano nell’età di Federico II e mantenne significativi rapporti con la corte francese, contribuendo ad accrescere il prestigio della cittadina. Il palazzo si presenta come una vera e propria fortezza, declinazione autorevole del concetto di casa-torre.

La visita è proseguita nella piazza principale, dominata dalla basilica di Santa Maria Maggiore, ancora oggi fulcro della vita cittadina nonostante non sia la cattedrale di Alatri.

Del resto la piazza è situata nel luogo in cui si trovava il foro romano e in cui, durante il medioevo, si tenevano il mercato cittadino e le attività civiche legate al palazzo comunale che qui si affaccia. Le prime attestazioni relative alla basilica risalgono all’inizio del XII secolo e ne documentano l’originario impianto romanico. I successivi interventi edilizi hanno però dato all’edificio un aspetto più vicino al linguaggio gotico.

Osservando la facciata si riconoscono chiaramente le diverse fasi costruttive che si sono succedute nel tempo. Il campanile venne aggiunto alla fine del ‘300, mentre il portale strombato rappresenta una delle espressioni più eleganti della scultura medievale locale. Anche qui si apre in facciata un grande ed elegante rosone che richiama quello della chiesa di San Francesco, ma di dimensioni piuttosto sproporzionate rispetto all’insieme della facciata. Emanuele sta portando avanti una ricerca sulla sua genesi e sui raffronti con altri esempi di cui siamo molto curiosi di conoscere gli esiti…

All’interno della basilica si conservano alcune opere di elevato valore artistico: il Trittico del Redentore, preziosa opera su fondo oro realizzata agli inizi del ‘400 da un pittore locale e, soprattutto, una raffinata scultura lignea della Madonna in trono con il Bambino, detta Madonna di Costantinopoli, accompagnata da pannelli con la vita della Vergine e di Gesù, databile alla fine dell’XII secolo e anch’essa riconducibili a una produzione artistica di questa zona.

La passeggiata è proseguita e si è conclusa presso l’Acropoli, luogo in cui si erge la cattedrale di San Paolo, fondata nel XII secolo sul luogo di un antico tempio ernico, completamente rifatta ai primi dell’’800. Il panorama che si apre tutto intorno a questa vera e propria cittadella completamente cinta dalle possenti mura è davvero mirabile.

Ringraziamo moltissimo Emanuele che ci ha raccontato, ancora una volta passo dopo passo, una vicenda urbana millenaria fatta di pietra, fede e memoria storica.

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