Pala Baglioni

In questo primo appuntamento vi proponiamo un celeberrimo dipinto di Raffaello, la cosiddetta Pala Baglioni, alla Galleria Borghese di Roma, con il Trasporto di Cristo.
Sì perché non è una “Deposizione”, come ancora troppo spesso è definita, ma un “Trasporto”.
Da dove nasce questa iconografia ? Chi sono i personaggi, siamo sicuri di riconoscerli tutti ? perché solo uno sembra investito dal vento? cosa ci ricorda quel braccio di Cristo, l’abbiamo già visto … ma dove ?
Raffaello firma questo dipinto sulla roccia in basso a sinistra: è il 1507, ha ventiquattro anni. Si trova a Firenze, ma non smette di curare i rapporti con Perugia, città nella quale ha esordito come astro nascente e tanto brillante da oscurare perfino la gloria locale, Perugino. A Firenze, gli arriva una commissione dalla nobildonna perugina Atalanta Baglioni, per una pala d’altare destinata alla cappella di famiglia in San Francesco a Prato. Non è un caso. Nella stessa chiesa, di mano dello stesso astro nascente, Atalanta poteva ammirare tutti i giorni la pala con la Assunzione e Incoronazione della Vergine, commissionata da Maddalena degli Oddi (famiglia rivale dei Baglioni) e ora in Pinacoteca Vaticana.
Evidentemente vuole un’opera bella oltre ogni dire. Bello oltre ogni dire era infatti suo figlio Grifonetto, trucidato a seguito di una congiura familiare di cui si era sciaguratamente messo a capo e consumatasi il 14 luglio del 1500, quando forse Raffaello era ancora a Perugia.
Trasportato morente a casa e compianto dalla madre e dalla moglie Zenobia Sforza, Grifonetto esala l’ultimo respiro. Forse è proprio Grifonetto quel giovane, quell’Adone vestito di rosso e di verde, dal volto imperturbabile, i cui capelli sono scossi da un vento che non investe gli altri personaggi. E forse è Zenobia che regge il corpo svenuto della Vergine-Atalanta, in una gamma coloristica più spenta anche se preziosissima.
In un momento particolare come questo, quando tante persone sono state private della possibilità di dare un ultimo saluto ai propri cari, riportiamo le belle parole di Vasari che descrive: “il dolore che hanno i più stretti ed amorevoli parenti nel riporre il corpo d’alcuna più cara persona, nella quale veramente consiste il bene, l’onore, e l’utile di tutta una famiglia.”
Quanto al braccio di Cristo … sarà l’oggetto della prossima pubblicazione.

palaBaglioni

 

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