| Visite guidate

Foto della Visita Guidata a Villa Blanc – 20 Novembre 2022

Villa Blanc, oggi sede della Business School della LUISS, è il corrispettivo di fine Ottocento di una villa suburbana, dimora che si costruivano, avendone i mezzi, coloro che si ritenevano degni di meritato riposo, dopo gli affanni della vita pubblica in cui avevano ruoli di spicco. Qui potevano darsi all’ozio e al contatto con la natura, degni eredi del patriziato romano. Sorsero così quelle splendide residenze, con annessi grandi parchi che formavano una “cintura verde” intorno alle mura aureliane. Prima furono i cardinali, poi la nobiltà, poi i ricchi borghesi o i diplomatici, naturalmente insigniti di titoli nobiliari ad hoc. Così fu per i Torlonia, così per il “barone” Alberto de Blanc, diplomatico di origini savoiarde che optò per la nazionalità italiana al momento dell’annessione della Savoia alla Francia. Fu ministro degli Esteri di due governi Crispi, negli anni ‘90 dell’’800 e proprio in quegli anni acquistò una vigna sulla Nomentana con un piccolo rustico che sarà il nucleo per una costruzione di grande interesse sia per l’architettura che per le decorazioni.

Matteo Piccioni ci ha fatto rivivere il complesso gioco di relazioni e intrecci che si muovevano sulla scena culturale romana di fine secolo, la libertà che l’eclettismo permetteva di sperimentare, i tanti stili del passato rimessi in gioco da esigenze di studio e di vicinanza estetica: intorno a Giacomo Boni che fu il progettista di Villa Blanc, prima che egli si immergesse nell’avventura degli scavi al Foro romano, totalizzante impegno successivo, si muovevano artisti e decoratori come Adolfo de Carolis che eseguì, dopo uno studio attento e appassionato di Luca della Robbia a Firenze, alcune splendide terrecotte invetriate che decorano le lesene dell’esterno dell’edificio. Sui capitelli gigli, pannocchie, margherite: temi di derivazione naturalistica e di grande raffinatezza ornamentale, dunque non ancora elementi strutturali come sarà nel Liberty (nuova messa in guardia di Matteo a non parlare a sproposito di Liberty…), ma sicuramente espressione di una cultura figurativa innovativa e capace di parlare già un linguaggio internazionale: i nomi di William Morris e di John Ruskin sono stati evocati più volte…

Le sale più stupefacenti sono il Salone da ballo, una sorta di esedra a vetri con piccole volte ribassate che coniugano insieme elementi moreschi e classici, e la Serra, vero e proprio giardino d’inverno con una base ad arcate a finta roccia, in cui il richiamo stavolta viene da lontano, dall’imprescindibile genio di Gian Lorenzo Bernini, che funziona quasi da punto di chiusura alla fantasmagoria di stili, materiali, colori, riflessi di Villa Blanc.

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