| Visite guidate

Foto della Visita all’Abbazia di Casamari – 18 Novembre 2023

Una giornata tersa con aria frizzante e pienamente autunnale ha fatto da sfondo alla visita all’abbazia di Casamari.

Accompagnati dalla competenza ed esperienza sul campo della nostra guida Emanuele Gallotta siamo andati alla scoperta di uno dei più rinomati monasteri cistercensi in Italia. L’ordine nato in Francia alla fine dell’XI secolo quale costola della congregazione benedettina, prendeva forma e sostanza dall’esigenza di un ritorno alla stretta osservanza della regola benedettina dell’ “ora et labora”: semplice da esprimere ma evidentemente più complessa nella sua applicazione quotidiana. È questione spirituale ma anche artistica ed architettonica, come espresso con vigore dal massimo ideologo cistercense, Bernardo da Chiaravalle: l’idea che si era affermata in ambito cluniacense che lo sfarzo e la ricchezza decorativa delle chiese siano concepiti a maggiore gloria di Dio è, secondo Bernardo, un palese controsenso, quasi un’aberrazione.

L’abbazia sorge nel sito di un antico villaggio sul fiume Amaseno con un santuario dedicato a Cerere, Cereatae, che aggiunse al suo nome Marianae, in omaggio a Caio Mario, il suo più celebre cittadino: Casamari starebbe dunque per Casa Marii, casa di Mario.

Non diversamente da altri esempi che abbiamo visitato, l’abbazia era una vera e propria cittadella autonoma, dove vivevano in perfetto isolamento monaci e conversi (laici che contribuivano alle attività lavorative) ed era articolata in diversi spazi funzionali alle varie attività di preghiera e di vita comune. Dunque anzitutto la chiesa, il chiostro, poi la sala capitolare e il refettorio. Casamari vanta anche una ricca biblioteca che purtroppo non è visitabile.

L’edificio di culto, consacrato all’inizio del XIII secolo, presenta un porticato a tre fornici con colonne a capitelli con elementi fitomorfi con terminazioni a “crochet”, di derivazione francese. Il portale risulta dinamicamente strombato con una lunetta molto particolare, ad elementi vegetali stilizzati. Anche all’interno ritroviamo molte caratteristiche dell’architettura gotica francese: le volte a crociera con costoloni a sesto acuto, pilastri con semicolonne addossate. La zona del presbiterio è tipica di queste chiese e verrà ripresa negli edifici degli ordini mendicanti: abside piana e cappelle laterali, con una particolarità: le vele della crociera dell’abside sono sei invece che quattro. Peccato che il magniloquente ciborio di Carlo Fontana, interrompendo la soffusa austerità dell’architettura cistercense, ne impedisca la visione da lontano…

Una curiosità del chiostro, ricostruito nel ‘700 a seguito di un incendio, è la presenza di testoline su un capitello, una delle quali potrebbe riferirsi a Federico II di Svevia, la cui presenza è attestata qui nel 1221 alla vigilia della partenza per la V crociata. Chissà se è vero: di sicuro è molto suggestivo.

Ma tutta la visita lo è stata, Emanuele Gallotta ci ha restituito anche stavolta l’immagine di una età medievale, nella sua grande complessità politica e religiosa, più luminosa e vivace di quanto tuttora siamo abituati a vederla.

Un prelibato pranzo nella vicina bella cittadina di Veroli ha concluso la nostra giornata in quella che fu in epoca preromana la ricca terra degli Ernici, terra affascinante e dai borghi con terrazzi ‘belvedere’ mozzafiato.

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